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Inviato da : olimpieri
Martedì, 29 Dicembre 2009 - 09:20 |
Il Centro Sociale Anziani pubblica il Giornalino del mese di gennaio 2010
COMUNE DI CELLERE
Provincia di Viterbo
CENTRO SOCIALE ANZIANI
Notiziario N. 53
Gennaio 2010
“Il Cerignolo” mensile stampato in proprio dal Comune e curato da Mario Olimpieri
Tel. 0761451959
Cell. 3398068043
Sito internet: www.comune.cellere.vt.it
e-mail: frolimp@libero.it
*I lettori che hanno piacere di ricevere il Giornalino per posta elettronica possono inviarmi il loro indirizzo; in questa maniera il Giornalino apparirà molto più interessante perché con immagini, colori, testi incorniciati, la foto del “Cerignolo” e con una vivace veste grafica. Saluti a tutti e un felice 2010 da Mario Olimpieri.
Un nuovo anno: futuro e passato
Duro e caro passato!
Affacciato al balcone della vita,
mi appare in lontananza un ciel turchino,
sfolgorante di sole, e tra le dita
stringo i dolci ricordi di bambino.
La mente mia s’accende ed è gremita
d’immagini del lungo mio cammino:
rivedo quella vecchia casa avita (degli antenati)
col grande focolare, e lì vicino
mia madre che prepara la polenta
o che rammenda vecchi e lisi panni,
stanca del suo lavoro, eppur contenta.
Oggi, quei duri tempi pien d’affanni
che il vivace pensiero ancor rammenta,
io li rimpiango come i più begli anni.
Mario Olimpieri
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Il Gazzettino degli anziani
Inizia un nuovo anno: il nostro sguardo è rivolto all’immediato futuro e agli impegni che ci attendono; la vita riprende con più lena, però, di fatto, ci troviamo con un anno in più e con qualche problemino che potrebbe affannarci.
Sì, sempre avanti e con entusiasmo, ma uno sguardo a ritroso nel tempo e ai dolci anni dell’infanzia non fa male, anzi può allietarci la vita, se non altro nei ricordi.
Ho voluto scrivere il sonetto che avete appena letto, per testimoniare il bel periodo della gioventù, tempo certamente duro e di sacrifici, ma allietato dalla freschezza degli anni e dai progetti per migliorare la vita.
Ecco che allora ritornano alla mente le immagini della fanciullezza, della casa dove si condividevano gioie e dolori, le prime esperienze, la vita scolastica, l’avvio nel percorso della vita, che poi per ognuno di noi ha fatto raggiungere traguardi diversi, ma tutti importanti.
Appaiono nei ricordi anche i giochi infantili che si svolgevano nelle strade del paese e che offrivano una grande opportunità di socializzazione e di varie esperienze che hanno segnato i nostri primi anni di vita.
I giocattoli, costruiti da noi stessi, ci gratificavano e ci facevano trascorrere liete ore di svago: le vetrine non esponevano articoli da gioco; piuttosto il nostro sguardo era attratto da qualche genere alimentare tanto desiderato.
Se poi vogliamo parlare di attività fisica, posso ricordare che la praticavamo nel modo più naturale, con sfrenate corse lungo le vie del paese, senza i pericoli del traffico, allora inesistente, e con i divertimenti più vari: corse a cavallo di una canna, con tanto di frustino, corse con le carrettelle (le nostre Ferrari) giù per le discese, senza timore di alcun pericolo che, però, a ripensarci, era sempre lì pronto a coglierci per l’infantile intemperanza; però Santa Pupa ci ha sempre protetto, e oggi siamo ancora qui a rievocare le nostre incoscienti bravate.
Terminata la fanciullezza, ognuno di noi si è incamminato nel sentiero della vita, che ci ha condotto all’età matura e che ha segnato la nostra esistenza. Alcuni compagni di percorso già ci hanno lasciati per sempre, e il nostro affettuoso ricordo è indirizzato proprio a loro; a noi rimane ancora tanto da realizzare, e speriamo che chi è padrone della nostra vita voglia concederci ancora un lungo cammino, denso di felicità, o perlomeno privo di gravi eventi.
Questo è il vero augurio che, con il nuovo anno, sento di estendere a tutti coloro che leggono queste righe e che condividono i miei stessi sentimenti.
Buon 2010 a tutti voi!
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Il Cerignolo
Allora tutto è svelato, e finalmente si è scoperto il titolo del nostro Giornalino:
Il Cerignolo. Ma facciamo la cronaca di questa nascita. Paolo Cardini, mio vecchio amico, è il presidente del Centro Anziani di Gradoli, ha spesso ricevuto il Giornalino, ed io l’ho sempre consigliato a scriverne uno per il suo Centro, date le sue qualità di articolista (scrive anche su LA LOGGETTA di Piansano) e di serio impegno in tutto quello che svolge. Durante una riunione dei Presidenti dei Centri Anziani della Provincia, ci siamo incontrati a Vitorchiano e mi ha riferito di essersi ispirato al nostro Giornalino nell’impostazione di quello suo e mi ha portato gentilmente le prime e fresche copie. L’occhio mi è caduto subito sul titolo “Il Ricimoletto” (piccola parte del grappolo d’uva), gli ho fatto i miei complimenti e gli ho riferito di aver colto lo spunto di dare anch’io un titolo al nostro Giornalino. Ho subito pensato a caratteristiche parole dialettali da adottare e, tra tante parole, mi si è accesa la lampadina su cerignolo perché tipico del passato e perché mi ricorda i suoi dolci contenuti: persiche, biricoquele, crognele, nespole... Inoltre, sono molto affezionato a quest’oggetto, regalatomi anni indietro da Andrea Luci, da me conosciuto fin dai miei primi anni di vita giù nel nostro comune palazzo di Via Mazzini (quello della foto a sinistra, in prima pagina) e quindi impresso nella mia memoria e nei miei affetti. Il cerignolo che vedete nella foto, e che conservo gelosamente, è proprio quello originale di cui vi ho parlato. Come il cerignolo conteneva frutti gustosi, mi auguro che anche il nostro Giornalino possa sempre contenere golosità culturali e tutto ciò che addolcisce la vita.
Un nostalgico scritto di Giuseppa Battaglioni sul suo periodo scolastico, esposto con passione, con fedeltà storica e con poetiche espressioni. Brava “Peppina!”
Banco di scuola del ‘42
Perché la tristezza accompagna
questa mia lunga vita?
Le ombre, il buio, il senso di paura...
Ricerco il perché di tante cose,
radici vecchie di un’infanzia dura.
Sforzando la memoria, mi rivedo
in una squallida aula di scuola,
le lunghe trecce, il grembiulino sporco
dalle macchie d’inchiostro
e quegli occhioni sbarrati, ansiosi
di apprendere il sapere di tante cose.
Sedevo rannicchiata vicino la finestra
con mille pensieri in testa,
più grandi, a volte, della mia persona.
Qualsiasi lezione non ha senso,
quando il cuore di un bimbo è triste e spento.
Tutto intorno fissavo nella mente
vecchie fotografie di altri tempi:
la cattedra vecchia e scolorita,
la lavagna azzoppita, il focolare senza legna al fuoco,
ed il mio vecchio banco, usurato dal tempo, che,
ad ogni movimento,
mandava dei cigolii come un lamento.
Appeso alla parete, un Cristo in croce, massima sofferenza;
vicino a Lui, una fotografia: quella presenza (il Duce),
che imponeva a tutti la massima ubbidienza.
Susanna, la maestra, come una soldatessa,
gesticolando alzava la bacchetta:
“In piedi! attenti! riposo!
Oggi non c’è lezione; dovete imparare
una bella, patriottica canzone”.
Nascondevo i miei piedini sotto il banco
perché la suola della mia scarpetta, da giorni aperta,
sembrava sorridere per quella sceneggiata, quasi una beffa.
“Ripetete con me – iniziava la maestra – queste sono le parole...
Caro papà, ti scrive la mia mano,
(quasi mi trema...)
son tanti giorni che mi sei lontano;
le lacrime che bagnano il mio viso,
son lacrime d’orgoglio, credi a me;
il tuo balilla stringi in braccio a te!”
Per me non avevan senso quelle parole;
la mia mente si sdoppiava, correva fuori,
dove la guerra incombeva prepotente,
sui campi di sterminio. Immaginavo il soffrire, le urla, i lamenti;
le mie labbra si muovevan lentamente,
mentre continuava e continuava la canzone:
Anch’io combatto,
anch’io fo la mia guerra
con fede, con amore e disciplina
e curo l’orticello ogni mattina,
l’orticello di guerra, e prego Dio
che vegli su di te, o babbo mio.
Pressappoco, son queste le parole.
A me bambina, mi si stringeva il cuore,
e il mio sguardo correva alla finestra,
dove un geranio sfoggiava i suoi colori.
La mia mente implorava:
“Non voglio più la guerra, ho voglia di vita,
di pace, di speranza; ho voglia d’amore!”.
Notizie varie
v Il sorteggio per la soluzione del quiz di dicembre ha favorito Francesco Lupattelli.
v Il 6 dicembre è stata festeggiata Italia Radicetti, la prima donna cellerese a raggiungere i cento anni. Durante il rinfresco le ho rivolto i miei auguri personali e quelli di tutto il Comitato di Gestione, leggendo la poesia che le ho dedicato e che potete leggere nell’inserto.
v I nomi pervenuti per indovinare il titolo del Giornalino sono stati: boccalone, borraccia, fiaschetta, bisaccia, catana, cerignolo, barlozzetta, quartarone, tascapane, e naturalmente ha vinto CERIGNOLO, presentato da Giuseppina Ciammaruca, che si è aggiudicata le tre bottiglie di vino. Complimenti!
v Domenica 20 dicembre, festoso pomeriggio presso la nostra sede con il brindisi natalizio e la duplice estrazione a premi, che ha veduto i seguenti risultati: i primi due premi sono stati vinti da Delia Setaccioli e da Maria Caporali; i secondi premi da Francesco Lupattelli e da Grifoni Giulio Cesare; i terzi premi da Camillo Menicucci e da Felice Napoli; i quarti premi da Rocchina Casale e ancora dal plurivincitore Camillo Menicucci.
v Il 22 dicembre, presso l’edificio scolastico, c’è stato l’incontro degli anziani con i bambini della scuola elementare per lo scambio degli auguri di Natale con un gradito e riuscito spettacolino.
v Il 25 e il 26 dicembre abbiamo potuto ammirare il magnifico presepio vivente nel magico borgo di Pianiano, organizzato dalla Pro loco con la collaborazione di altre Associazioni celleresi, tra cui il Centro Sociale Anziani. La sacra rappresentazione sarà ripetuta il 6 gennaio 2010.
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I 100 anni di Italia
Chi afferma che... l’Italia vada male
ha per risposta mia che sbaglia assai,
avendo una salute eccezionale
ed un vigore ch’io non vidi mai.
Avrete allor capito, ed è palese,
che non parlo dell’itala nazione,
ma della prima donna cellerese
che con gioia e con trepida emozione
è giunta a quel traguardo prestigioso
di spegnere ben cento candeline,
dinanzi ad uno stuolo affettuoso
di parenti e persone a lei vicine.
Nata nel millenovecentonove,
affrontando la vita con ardore,
Italia ha superato varie prove
con forza e con l’aiuto del Signore
che l’ha sempre sorretta nella vita,
e oltre al dono d’un fisico schietto
col bene più prezioso l’ha assistita,
quello d’un forte e lucido intelletto.
Or noi tutti alla cara festeggiata
vogliamo dimostrare i nostri affetti,
augurando con voce appassionata:
“Lunga vita ad Italia Radicetti!”.
Mario Olimpieri
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L’ANGOLO CULTURALE E AUGURALE
Testi di Mario Olimpieri e degli autori citati.
Scherzi geometrici
Il triangolo rettangolo agli altri triangoli.
– Sarete perfetti, sarete regolari, sarete come vi pare, ma
dovete ammettere che ad essere “retto” sono solamente io.
Una figura coraggiosa.
– Ho coraggio da vendere, desidero l’avventura, amo il rischio:
mi voglio dare al trapezio.
I lati del triangolo scaleno a quelli del triangolo
equilatero.
– Ma che cos’è questa mania d’essere tutti precisi, tutti uguali?
Evviva noi che abbiamo una forte personalità, diversità di
opinione e caratteri disuguali!
Riflessioni:
Avarizia
L’avaro è colui che vive da povero per paura di diventare
povero.
Dura realtà
La fine di una persona inizia quando si convince di essere
inutile.
Pensieri… sciolti e ilarità (consegnati da Fernando Lignini)
*Le banche ti chiedono soldi e fiducia, però legano la biro
a una catenella.
*È progresso se un cannibale usa la forchetta?
*Se non sai sorridere non aprire bottega.
*Un padre stava rimproverando il suo ragazzo: “Il nostro vicino
è su tutte le furie perché hai dato un pugno in un occhio a suo
figlio. Sei certo che si sia trattato di un incidente?”.
“Puoi giurarci, papà. Io avevo mirato al naso”.
Soluzioni dei quiz precedenti:
1. MOSCONI VINCENZA 2. vie
1. Il socio nascosto
COGNOME: OMAR... SENZA CAPO - PRONOME SINGOLARE - ATTI SCRITTI... SENZA TESTA
NOME: NON POVERA - CORRIDA... SENZA CORI
2. Il proverbio da terminare
Contadino, scarpe grosse e cervello fino
Il contadino è sporco e mal vestito,
ma nel conto non teme di sbagliare:
se tu con dieci dita vuoi contare,
a lui è sufficiente un solo _ _ _ _
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Poesia di Madre Teresa di Calcutta
Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L’amore.
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Auguri ai soci che festeggiano il compleanno nel mese di gennaio:
1 Morosini Augusto
2 Luci Aurelio
2 Mariani Rosa
2 Mariotti Maria Via Cavour
3 Faggiani Anna Maria
4 Luci Partemia
6 Strappafelci Antonio
6 Tufoni Santina
9 Ercolani Bruno
9 Vici Nazzarena
10 Eusepi Serafina
12 Carletti Lorenza
13 Luciani Dino
13 Olimpieri Elena
13 Simoncini Tarciso
14 Ceccarini Antonio
14 Germani Irene
16 Catana Marcella
17 Battaglioni Nicola
17 Caporali Antonio
17 Luci Caterina
17 Tiburzi Domenica
18 Puddu Giovanni Antonio
19 Calabrini Nazzareno
19 Catana Antonio
19 Piacconi Francesco
19 Radicetti Augusta
19 Rinaldi Daniela
19 Lotti Serafino-Monfalcone
21 Olimpieri Annunziata
21 Renzi Ottorino
22 Attili Carla
23 Nicolai Domenica
24 Rinaldi Donata
25 Blasi Angelo
26 Polverini Donato
27 Mariotti Remilio
28 Ottoni Roberta
29 Menicucci Giulia
29 Olivieri Lucia
31 Olimpieri Angelo (Via Piave)
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