Il Centro Sociale Anziani pubblica il Giornalino del mese di luglio 2010
Il Cerignòlo
COMUNE DI CELLERE Provincia di Viterbo
CENTRO SOCIALE ANZIANI
Notiziario N. 59 luglio 2010
Mensile stampato in proprio dal Comune e curato da Mario Olimpieri
Tel. 0761451959 Cell. 3398068043
Sito internet: www.comune.cellere.vt.it [1] - e-mail: frolimp@libero.it [2]
Vuol essere questo un inno al popolo etrusco, al quale con orgoglio noi apparteniamo. Io m’immedesimo nella loro, nella nostra storia con un approccio di realtà e di fantasia, dichiarandomi fiero di essere figlio di sì misteriosi avi e di affondare le radici in un nobile passato.
ORIGINI
(Civis etruscus sum)
Disteso
su un prato
di sogni ad occhi aperti,
osservo
il grigio cielo
e il lento cammino
di nubi
da mille sembianze.
D’improvviso,
un ampio volo d’uccelli
invade
il magico schermo
e pur la mia mente,
e a quel volo sicuro
affido,
quale novello àugure,
le mie incertezze,
i miei dubbi
e cerco
e invoco
risposte.
Ma chi
mi sospinge
a sì arcani pensieri?
Di certo
l’Etrusco
che alberga in me
da tempi remoti,
da tempi sapienti,
misteriosi
di orgogliosi,
imperituri avi.
Mario Olimpieri
Il Gazzettino degli anziani
Gli Etruschi costituivano un popolo sapiente che aveva la sua religione e le sue credenze; si affidavano al sacro responso dei sacerdoti, gli àuguri e gli aruspici.
L'àugure (dal latino [3] augur) era un sacerdote dell'antica Roma che aveva il compito di interpretare la volontà degli dèi.
Questa figura era tuttavia già nota alla cultura etrusca, come dimostra la Tomba degli àuguri [4] a Tarquinia [5], nella necropoli di Monterozzi: gli àuguri traevano auspicio dal volo degli uccelli; dalle loro traiettorie presagivano gli avvenimenti futuri e decidevano l’orientamento delle mura delle nuove città.
Il compito degli àuguri era di trarre auspicia [6] dall'osservazione del volo [7], del comportamento e del verso degli uccelli [8] e di capire se gli dèi [9] approvavano o no l'agire umano sia nell'ambito pubblico [10] sia in quello privato, sia in pace [11] sia in guerra [12].
L'àugure non doveva predire quale fosse la cosa migliore da fare, ma solo se un qualcosa su cui si era già deciso incontrasse o no l'approvazione divina. L'arte degli àuguri era chiamata "augùrio" o "auspìcio".
Lo spunto per scrivere la poesia che avete letto mi fu offerto dal volo frenetico di alcuni uccelli mentre mi trovavo nel mio uliveto di Vulci, quindi in pieno territorio etrusco, dalla cui postazione si possono ammirare il Castello dell’Abbadia e il ponte sul fiume Fiora.
In quell’occasione mi sentii ancor più etrusco e orgoglioso di discendere da un popolo civilissimo e sapiente, meditai, organizzai le idee e scrissi con entusiasmo sulle mie e nostre “Origini”.
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L’inserto di questo mese riporta la mia intervista immaginaria al Caravaggio, pittore che ho sempre apprezzato e del quale ho ammirato le varie opere che si trovano a Roma; egli morì a Porto Ercole nel 1610, proprio il diciotto del mese di luglio.
Quest’anno, presso le Scuderie del Quirinale è stata allestita un’interessante mostra delle sue opere, anche di quelle che abitualmente si trovano nei vari musei del mondo.
Il 18 maggio, trovandomi a Roma, ho avuto il tempo e il desiderio di andarla a visitare e, dopo una lunga ma non spossante attesa, sono riuscito a entrare e ammirare una trentina di stupende opere dello stravagante e creativo pittore. ....................................
Nel mese di maggio ho ricevuto il gradito invito da parte del Centro Sociale Anziani di Valentano per stabilire insieme alcune comuni e possibili iniziative.
L’incontro m’incuriosiva anche perché il Centro di Valentano ha aperto, su iniziativa del socio Luigi Spagna, un brillante ed efficiente sito, nel quale si espongono tutte le notizie utili, le varie feste organizzate, le persone che costituiscono il Comitato direttivo, e più pagine, dove sono riportati articoli e poesie.
La poesia che qui espongo è di Marisa Santuomo, moglie di Luigi Spagna, e l’ho tratta proprio dal sito nominato.
IL FIUME
DALL'ARGINE SEGUO L'ACQUA SCORRERE TUMULTUOSA
SOTTO IL PONTE NOMENTANO
E POI NASCONDERSI NEL VERDE DELLE ACACIE.
ED IO SEGUO IL SUO DESTINO D'OMBRA
E SONO IL FIUME
CHE VIVE E SCORRE
SENZA SUPPORRE IL MARE.
Per chi si vuole collegare con il sito citato, questo è l’indirizzo: centroanzianivalentano.beedoo.org
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E ora ecco alcune considerazioni del nostro “compaesano” Alberto Fusco, ritratto nella foto; l’ho definito compaesano perché, in effetti, ha trascorso un tratto della sua vita qui a Cellere, quando nel secondo periodo bellico molte persone dovettero abbandonare le proprie città per rifugiarsi in luoghi più tranquilli e meno pericolosi.
Così avvenne per il nostro amico Alberto che, riparatosi con la famiglia a Cellere, ebbe l’opportunità di conoscere tutti i celleresi di quel tempo, e soprattutto quelli che egli elenca in questo articoletto.
I suoi ricordi sono ancora vividi e ricchi di affetto per tutte quelle persone che condivisero con lui i lieti momenti giovanili; insomma Cellere gli è rimasto nel cuore e nella mente: io l’ho potuto costatare di persona, in occasione di alcune sue lunghe ed entusiastiche telefonate.
Caro Cerignolo,
approfittando di questo mensile, curato dal Sig. Mario Olimpieri, vorrei farmi ri-conoscere dai celleresi di ieri e di oggi, ricordando i miei due anni di sfollamento trascorsi a Cellere.
Sono Alberto Fusco di Civitavecchia, cognato di Vincenzo Brizi, detto “Fischiola”, marito di mia sorella Linda. Abitavo al Poggio nella casa di Francesco Raspante detto “Raspantino”, uomo molto buono e ospitale, per me e i miei cari uno di famiglia. Insieme passavamo delle belle serate, parlando delle mie “avventure” giornaliere: avendo solo venti anni avevo rapidamente conosciuto gran parte dei celleresi.
In particolare ricordo il grande Angelino Carotini, fisarmonicista, con cui passavo buona parte della giornata, accompagnandolo con voce e chitarra nelle nostre “conversazioni musicali”. Indimenticabili sono anche le serate trascorse insieme a Leo Sabatini, maestro di scuola elementare, con cui organizzavamo piccoli spettacoli teatrali, sempre con la mia chitarra e con il mandolino di “Piccolino”, di cui purtroppo non ricordo il nome. [Fiore-n.d.r.]
Ma il periodo trascorso a Cellere non è stato solo musica. Ricordo con piacere le belle cene nelle cantine, in compagnia di tanti amici: Meco e Checco Lotti, Tarabetta, Fiore, Peppetto Ciuchini, Fausto Patacchini (storico barbiere), Gerbone, Nicolino Battaglioni e tanti altri. È grazie a tutte queste persone se Cellere è diventata per me una seconda casa.
Erano tempi duri, la guerra ci aveva allontanati dalla nostra città, ma l’ospitalità con cui noi sfollati fummo accolti e i momenti spensierati trascorsi con le persone incontrate mi rimarranno per sempre nel cuore.
Un caro e affettuoso saluto. Alberto Fusco
Notizie varie
v Il sorteggio per la soluzione del quiz di giugno ha favorito Domenica Mariani.
v Quanto prima, nel campo da bocce sarà sparso uno strato di terra finissima che consentirà di giocare con più diletto ed efficacia.
v Sabato 29 e Domenica 30 maggio si è svolta nel borgo di Pianiano l’annuale mostra di fiori e piante “Al di là del giardino”. Come sempre, c’è stata la festosa partecipazione di un numeroso pubblico, attratto da colori e ambiente.
v Martedì 29 giugno, presso la nostra sede, partecipazione di più coppie per seguire l’illustrazione di una macchinetta di magnetoterapia, idonea ad alleviare dolori di ogni tipo.
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Nel ricordo di Francesco Olimpieri
In questo foglio, interamente dedicato al nostro centenario Francesco Olimpieri, che ci ha lasciato nel mese di maggio, voglio ricordarlo nel modo che sicuramente avrebbe preferito, e cioè con l’esposizione di alcuni suoi scritti che trattano l’argomento che l’ha coinvolto dopo centodue anni vissuti sulla terra: la chiamata da questa vita a quella eterna.
Nella prima poesia espone la situazione in cui viene a trovarsi chi perde la moglie, e nella seconda manifesta il vivo dolore provato quando fu richiamata in cielo la cara moglie Vincenza, dopo anni e anni felici vissuti insieme e in armonia.
Nella terza composizione poetica, il nostro Francesco, nella ricorrenza della festa di Tutti i Santi, commenta la pia abitudine di recarsi in questo giorno al cimitero e di sostare dinanzi alle tombe dove riposano i nostri cari, e considera che un giorno anche lui riposerà accanto ai suoi.
Egli continua sull’argomento morte e la definisce crudele e spietata.
Infine, però, voglio riportarvi una poesia che già è stata ospitata tempo indietro nel nostro Giornalino e che vi propongo di nuovo perché in essa Francesco Olimpieri esprime tutta la sua ammirazione per il creato e innalza un grande ringraziamento a Dio.
Quando l’uomo resta senza moglie
Quando la moglie non ce l’hai più in casa,
dico la verità è una gran pena,
la mia persona è certa e persuasa
che tu non hai più l’anima serena,
da lei la casa più non viene invasa
e più non ci hai chi ti fa la cena;
dico la verità e non mi vergogno
che l’uomo della moglie ha gran bisogno.
Il 21 gennaio del 1986 è deceduta la
mia povera moglie Vincenza
Triste quel giorno della tua partenza
che andasti per sempre al cimitero,
ora non vedo più la tua presenza,
e questo ancora non mi sembra vero,
io mai ti scorderò, cara Vincenza,
la notte e il giorno sei nel mio pensiero;
Dio ti dia la pace più gradita
nel dolce sonno dell’eterna vita.
La festa di Tutti i Santi
Giorno di Tutti i Santi, messaggero
di penitenza e di rassegnazione;
ognuno sente in petto l’emozione
di visitare i morti al cimitero.
Con cuor commosso e con gentil pensiero
nella tomba dei cari un fior depone,
con lacrimoso ciglio l’orazione
fa a Dio che l’abbia nel celeste impero.
Il cimitero, cimitero pio
dove sono sepolti tutti i miei,
con loro un dì sarò sepolto anch’io.
Non sono l’epitaffi ed i trofei
quel che innalzano l’uom di fronte a Dio,
ma non peccar, se buon cristiano sei.
La morte crudele
Morte crudel, non hai pietà dei buoni,
sei spietata col giusto e l’innocente,
sei malvagia con tutti e non perdoni,
ti presenti soltanto crudelmente,
tu spesso fai sentir funesti suoni,
tu godi quando ci vedi piangente,
tu stai sempre in agguato, e tutti sanno
che quando arrivi fai solo che danno.
Dal mio balcone
Bel panorama dalla loggia mia,
vari colori, un verde senza fine
che sprona al cuor perenne poesia,
castagni, olmi, ginestre, allori e pini,
pastori, augel con dolce melodia
mi risvegliano tutte le mattine,
medito intanto e dice il pensier mio:
“Oh, che bei doni che ci ha dato Dio!”.
L’ANGOLO CULTURALE E AUGURALE
Testi di Mario Olimpieri e degli autori citati.
Scherzi geometrici
Un alunno somarello dal dentista
− Perché piangi tanto e ti disperi? Stai tranquillo che intanto “l’estrazione della radice” te la faccio io, però non dirlo alla tua professoressa di matematica.
Incontro “frazionario” su una spiaggia affollata
− Dove abiti, bambina, in una città o in un paese?
− Né nell’una né nell’altro.
− E allora in una frazione?
− Sì e no.
− E come mai dici così?
− Perché abito in una frazione, ma solo “apparente”.
− Mi sembra “proprio” che il tuo linguaggio sia “improprio”.
− No, diciamo piuttosto che è “equivalente” ad un linguaggio spiritoso.
− E allora, spirito per spirito, potrei dire che, invece di quella elementare, tu abbia frequentato la scuola “complementare”.
− Esatto, lei mi ha capito al 100%.
Pensieri… sciolti e ilarità (consegnati da Fernando Lignini)
*Ci sono due casi in cui l’uomo non deve speculare in borsa: quando non ha soldi e quando i soldi ce li ha.
*Dio fece la donna per ultima perché non voleva consigli mentre creava l’uomo.
*Ci sono due specie di sciocchi: quelli che non dubitano di niente e quelli che dubitano di tutto.
*Al ristorante, una donna chiama il cameriere e gli chiede di abbassare l’aria condizionata. Qualche minuto dopo, la stessa donna si sventaglia e chiama di nuovo il cameriere chiedendogli di alzare l’aria condizionata. La faccenda continua a ripetersi tanto che un uomo seduto al tavolo vicino fa un cenno al cameriere. “Quella ti farà ammattire,” gli dice “continuando a chiederti di abbassare e alzare l’aria condizionata”.
“Non credo,” sussurra il cameriere con un sorriso sornione “qui non abbiamo l’aria condizionata”.
Soluzioni dei quiz precedenti:
1. ROSS/ETTI SERA/FIN/A 2. gallina
1. Il socio nascosto
COGNOME: IL CENTRO DELLA PALUDE - CENTRAL INTELLIGENCE AGENCY - MEZZO NIDO
NOME: CAPITALE DELLA SVIZZERA - CARDINE... SENZA CANE - UNO... SENZA TESTA
2. Il proverbio da terminare
Gli stracci vanno sempre all’aria
Come all’aria ognor salgono gli stracci,
la stessa fine fanno i p_v_ _ _ _ _ _
Aforismi di Mario Olimpieri
· Per uno ...“accio”, ce ne vuole uno “peggio”.
· Educare significa dare esempi.
· Così risposero le offese api alla sbeffeggiante quercia: “Noi nutriamo le regine, e tu i porci!”.
· La memoria del passato può consentire al presente di costruire un solido futuro.
· Se non riesci a prendere sonno, non è colpa del tarlo dell’armadio, ma del tarlo dell’anima.
Tramonto estivo
Quando mi perdo
in campi arati
o tra gli olivi dipinti
di un tramonto estivo,
si scioglie il mio torpore.
La natura è mia sposa.
Insieme conquistiamo
gli ultimi sprazzi di sole,
prima che la luna ci sorprenda
in un sonno comune.
Franco Vicini - Viterbo
Auguri ai soci che festeggiano il compleanno nel mese di luglio:
1 Ceccarini Arcangelo
1 Rinaldi Maria Concetta
1 Setaccioli Delia
3 Merlo Ugo
4 Caporali Maria Pia
7 Menicucci Firminia
8 Caporossi Elsa
8 Gentili Anna Maria
10 Cascianelli Nazzarena
10 Menicucci Pierluigi
10 Olimpieri Francesco
11 Danti Santa
11 Patacchini Fausto
13 Caporali Girolamo
14 Ugolini Fortunato
15 Battaglioni Giuseppe
16 Gavazzi M. Giuseppa
16 Passalacqua Liliana
17 Ceccarini Ilio
17 Menicucci Clementina
17 Rinaldi Cecilia
17 Scudieri Claudia
18 Pasqualini Maria Orietta
19 Poscia Bernardino
21 Boninsegna Rosa
21 Ridolfi Giulio
23 Barbaglia Margherita
23 Biondelli Angelo
25 Pasqualini Rita
27 Radicetti Eraldo
28 Ceccarini Domenica
28 Spaccacerri Cesare
30 Calistri Giacoma
30 Luciani Camillo
30 Pasqualini Lucrezia